STORIA DEL PREMIO CIAVENASCH

Questo prestigioso ed importante riconoscimento venne istituito nel 1987 dal Consiglio della Pro Chiavenna allora guidata dal presidente Orazio Guanella, premio istituito per onorare i concittadini che si distinguono nei settori più disparati della vita sociale, civile, lavorativa, culturale e sportiva di Chiavenna. 

Il premio è dedicato soprattutto ai meritevoli che hanno contribuito a far conoscere Chiavenna al di fuori dei confini della valle, con la volontà di essere da sprono per far si che l’impegno continui ad essere perpetrato nel tempo.

Il primo ad essere insignito di tale onorificenza è stato Carlo Persenico ossia Scioor Ciavena, figura unica per Chiavenna per le tantissime opere di beneficenza effettuate in diversi campi, spesso nel più completo anonimato, a conferma del suo altruismo senza secondi fini. Il 1988 è dedicato alla cultura, ed in particolare a Luigi Festorazzi, per anni preside e soprattutto fondatore, animatore e studioso del Centro Studi Storici Valchiavennaschi. 

Il premio successivo va a Flavio Bossi, spalla di don Giocondo D’Amato, direttore per anni della corale Laurenziana mista ma soprattutto fondatore del coro Nivalis. Il 1990 vede premiato per la prima volta un sacerdote, è il turno di don Siro Tabacchi, la sua umanità e la sua capacità di ascoltare ed essere un punto di riferimento gli vale il prestigioso premio.

Musica e cucina sono i temi vincenti del 1991 e 1992, il Jazzista Guido Manusardi, famoso e conosciuto ad alti livelli viene premiato anche a ringraziamento dei numerosi pezzi musicali dedicati alla sua città natale, mentre a Silvano Scinetti viene riconosciuto il merito di aver portato i prodotti della nostra terra sulle tavole più raffinate del mondo.

L’impegno sociale, amministrativo e l’ottimo ricordo lasciato da maestra valgono a Carmen Levi la spilla con le chiavi nel 1993, prima donna a potersi fregiare di tale dono. Il 1994 invece vede per la prima lo sport sul gradino più alto, ed il premio non può andare che a Bruno Vanossi, anima e cuore della storica Unione Sportiva Chiavennese.

Un altro sacerdote viene premiato dalla Pro Loco, nel 1995 il fondatore della chiesa di San Fedele don Luciano Oreggioni viene eletto a chiavennasco più meritevole, cosa che accade l’anno successivo allo storico, già presidente della Pro Loco, e vero motore del Centro Studi Storici Valchiavennaschi, Guido Scaramellini.

Nelle ultime due edizioni a cadenza annuale vengono premiati Olimpia Aureggi, avvocatessa di altissimo livello, valida storica e professoressa universitaria, e Costante Bertelli per il suo impegno giornalistico e narrativo.

La tredicesima edizione è del 2001, suor Maria Laura Mainetti è un simbolo di pace nella triste vicenda che ha portato alla sua scomparsa.

Nel 2004 ancora la cultura la fa da padrona, Attilio Pandini ha sempre ricordato Chiavenna nella sua lunga ed importante carriera narrativa e giornalistica, mentre nel 2007 per la prima volta l’albo d’oro vede inciso il nome di un ex sindaco della città: Arturo Succetti, per anni amministratore locale e provinciale.

Anno 2010, musica ancora protagonista con il direttore Ezio Molinetti. Il riconoscimento del 2013 invece va per la prima volta ad un rappresentante storico del mondo produttivo valchiavennasco: Raffaele De Peverelli, primariamente per la figura umana ma anche a memoria di una storia industriale come quella della Frigotecnica Industriale di Chiavenna.

La banda di Chiavenna con la sua storia centenaria non poteva mancare nella nostra carrellata di ricordi, il 2016 è l’anno della commovente menzione per Irvano Cereseto, indimenticato direttore; nella cerimonia un dovuto ricordo con una targa di ringraziamento viene fatto anche alla prima sindachessa di Chiavenna Teresa Tognetti.